La costa dei Gelsomini : Locri situata sulla costa ionica reggina, località della Regione Calabria in Provincia di Reggio Calabria, foto e informazioni.
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Locri in Calabria.

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Escursione a Locri in Provincia di Reggio Calabria

Itinerario Locri - Gerace | Locri | Gerace | Vendita Prodotti Tipici Calabresi |
Tropea .biz in collaborazione con AdV Capo Vaticano Travel propone un'escursione a Locri e a Gerace per l'intera giornata, in bus GT. Itinerario: Locri-Gerace; Durata: 9 ore; Difficoltà: media; Interesse: storico-culturale; Guida italiana: Schiariti Pasquale; Guida multilingua (Tedesco - Inglese - Spagnolo: disponibile su richiesta;
Programma itinerario "Locri - Gerace": partenza ore 7:30 da Zambrone (bivio), ore 7:35 da Parghelia, ore 7:40 da Tropea, ore 7:35 da Santa Domenica di Ricadi; ore 7:50 da Torre Marino - Torre Ruffa; ore 7:55 da Capo Vaticano; ore 8:15 Coccorino - Joppolo; ore 8:30 Marina di Nicotera; arrivo a Locri e visita alla zona archeologica della famosissima colonia greca "Locri Epizephiri" fondata del VIII sec. a.C.
Tempo a disposizione per il pranzo che potrà essere consumato all'aperto oppure in ristorante (facoltativo). Proseguimento per Gerace, cittadina di epoca normanna con un centro storico tra i più preziosi della Calabria. Di particolare interesse il castello del XII sec., l'imponente cattedrale a tre navate, la chiesa di S. Francesco del 1252.. Alle ore 17:00 partenza per il rientro ai vari centri e villaggi turistici.

Possibilità di escursione personalizzata per gruppi da 25/50 persone, direttamente dalle strutture.
Per ulteriori informazioni e prezzi:
[email protected] - Tel: 0963.665153 - 0963.667805
Locri - Arte, Cultura, Eventi, Musei e Monumenti:


Itinerario a Locri

Locri è un comune della provincia di Reggio Calabria noto fino al 1934 come Gerace Marina: l'attuale nome deriva dall'antica Locri Epizefiri, colonia magnogreca i cui scavi si trovano nel comune di Portigliola, alcuni chilometri a sud dall'odierno centro abitato. A seguito delle scorrerie saracene, il sito fu progressivamente abbandonato, trasferendosi gli abitanti verso le più sicure colline dell'entroterra, ove sorse Gerace. Nel XIX secolo, col ritorno della popolazione verso le zone costiere e grazie anche all'avvento della ferrovie, si sviluppò l'abitato di Gerace Marina, frazione che acquistò sempre maggior importanza e divenne comune autonomo nel 1905, assumendo poi, nel 1934, il nome di Locri.

Parco Locri EpizefiriLocri Epizefiri fu l'ultima delle colonie greche fondate sul territorio calabrese; i coloni, provenienti dalla Locride, giunti all'inizio del VII secolo a.C., si stabilirono inizialmente presso Capo Zefirio, oggi Capo Bruzzano, e solo più tardi si insediarono pochi chilometri a nord della città storica conservando però l'appellativo di Epizephyrioi, che significa appunto “attorno a Zephyrio”. Locri Epizefiri fu nell'antichità famosa per la particolare usanza della discendenza valida solo per linea materna e per essere stata la prima città, nel 660 a.C., a dotarsi di un codice di leggi scritte, attribuito al mitico legislatore Zaleuco, che per ogni delitto prescriveva pene specifiche superando così la discrezionalità nelle sentenze dei giudici, spesso fonte di discordie sociali.


Santuari, museo e zona archeologica da visitare a Locri.

Museo di Locri in Calabria.La zona archeologica dell'antica Locri Epizefiri si estende nel territorio pianeggiante compreso tra la fiumara Portigliola, la fiumara Gerace, le basse colline di Castellace, Abbadessa e Manella, e il mare; il fatto che tale area si trovi a distanza dagli odierni centri abitati ha preservato quasi integralmente la città antica, anche se esclusivamente per quanto riguarda le tracce: nel corso dei secoli infatti ne sono state usate le pietre per edificare nuove case nei dintorni. L'ingresso alla zona degli scavi è costituito dal Museo archeologico in cui sono custoditi i ritrovamenti preellenici, ellenici e romani provenienti dall'entroterra; il percorso, che ospita i reperti più recenti (quelli relativi agli scavi dei primi decenni del secolo scorso, curati da Paolo Orsi, sono confluiti al Museo Nazionale di Reggio Calabria), è suddiviso in piccole sale, in cui, per via della separazione netta delle città greche fra abitato ed “aree sacre”, il criterio tematico combacia con quello topografico. Si inizia dalle necropoli e dall’eccezionale quantità di corredi tombali restituiti; poi i maggiori templi, e le sale dedicate all’abitato in contrada Centocamere, che ricostruiscono gli aspetti fondamentali della vita della colonia, con una grande attenzione anche alla semplice quotidianità: vi sono anche ricostruzioni di un telaio e di un focolare domestico. Notevole la quantità di materiale prodotto proprio a Locri: oltre agli oggetti votivi in terracotta, la colonia era famosa soprattutto per gli specchi in bronzo, la cui caratteristica decorativa fondamentale sono figure maschili o femminili come manico, che venivano esportati nella Magna Grecia ed in Sicilia.

L’ultima sala, raggiungibile attraverso una breve scala, è relativa invece ai reperti pre-ellenici, che testimoniano come, ancor prima della colonizzazione, tutta la zona fosse abitata da culture autoctone socialmente evolute.

Tempio ionico di Masarà - Locri.Alle spalle del museo giacciono i resti del Tempio di Marasà, uno dei pochi esempi di tempio ionico dell'Italia meridionale, di fronte al quale sono affiorati i resti di un tratto di mura in blocchi megalitici con il basamento della torre di Paparizza. Il tempio di Marasà fu realizzato da architetti e maestranze siracusane operanti a Locri Epizefiri nel 470 a.C. su iniziativa del tiranno Ierone di Siracusa (alleato e protettore dei locresi); da notare che sul sito vi era un preesistente tempio, che fu raso al suolo per poter innalzare quello nuovo. Il tempio è stato poi distrutto nel XIX secolo ed i ruderi mostrano oggi un solo rostro di colonna. Imboccato l’ampio rettifilo che conduce al dromo, l'antica via costiera pedecollinare, e di qui un sentiero, si giunge al Teatro: per realizzarlo, i locresi sfruttarono una concavità naturale ai piedi del pianoro Fusemi, scavando e tagliando i gradini nell'arenaria tenerissima; la prima fase del teatro risale alla metà del IV sec. a.C.; il teatro conteneva fino a 4500 spettatori; la gradinata era divisa in sette cunei (kerkìdes) mediante 6 scalette (klimakes), mentre una partizione orizzontale (diazoma) separava le gradinate più alte (epitheatron), oggi rovinate, da quelle inferiori. A breve distanza verso nord-est una teca cilindrica monolitica, scoperta nel 1959, ha restituito un prezioso corpus di 39 tavolette di bronzo. Poco oltre, la casa Marafioti sorge sui resti, ricoperti, del basamento del Tempio di Zeus. Nella località Quote San Francesco, più vicina alla torre dei Corvi o di Gerace, eretta al tempo delle incursioni saracene e di forma circolare, sono stati scavati avanzi edilizi di età romana fra cui i ruderi di thermae. Di qui, procedendo per le strade campestri dell'Imperatore e di Caruso, si arriva alla località Mannella, dove scopriamo il Santuario di Persefone, della seconda metà del V secolo a.C.: qui sono stati rinvenuti i resti di un'edicola tesauraria con favissa centrale quadrata, al cui interno è stato possibile recuperare un gran numero di terracotte votive e un stupendo corpus di pinakes (tavolette votive in terracotta decorate a rilievo) con 176 soggetti diversi, unico al mondo nel suo genere. Il celebre Santuario di Persefone di contrada Mannella è stato definito da Diodoro Siculo come "il più famoso tra i santuari dell'Italia meridionale". Non è ancora stato compreso quale culto si praticasse in questo santuario, ma sembra siano le divinità dell'oltretomba come appunto Persephone. Le ricchezze del Persephoneion locrese furono depredate da Dionisio II (360 a.C.), Pirro (276 a.C.) e dal comandante romano Pleminio luogotenente di Scipione dopo la cacciata da Locri Epizefiri durante la seconda guerra punica (205 a.C.)

Altre informazioni sull'escursione Locri - Gerace:
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