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Il Santuario di San Francesco di Paola (Cosenza)

San Francesco di Paola è considerato il patrono della Calabria e della Gente di Mare, nella sua vita ha rivestito un ruolo di importanza storica riscuotendo molta fama e successo per i suoi lunghi e numerosi viaggi, ricoprendo più volte un autorevole incarico di intermediazione fra le più importanti cariche politiche dell’epoca.

Numerosi sono stati i luoghi toccati durante le sue missioni in vari paesi, ed oggi il suo passaggio è ricordato in queste località, grazie alla presenza di innumerevoli santuari e chiese.

Una delle località toccate da Francesco è la città di Tropea.

Il Santuario di San Francesco di Paola

L’imponente complesso sorge poco distante dalla parte alta della città di Paola in provincia di Cosenza, nella gola del torrente Isca.
Sviluppatosi intorno al luogo dove il Santo fondò nel 1435 una Cappella dedicata a San Francesco d’Assisi, è un posto suggestivo che emana un profondo senso di spiritualità. 

I restauri effettuati nella chiesa del Santuario di San Francesco di Paola tra gli anni 1961-72, hanno consentito di individuare le principali fasi di costruzione dell’attuale Basilica. Il primo luogo di culto dove venivano accolti i pellegrini e pregavano i romiti era costituito dall’oratorio realizzato dopo il 1452, anno in cui Mons. Caracciolo divenne Vescovo di Cosenza.

Con l’aumento dei pellegrini si rese necessaria la costruzione di una nuova chiesa, di cui fu benedetta la prima pietra nel 1467, dallo stesso Mons. Caracciolo.
Il 7 luglio dello stesso anno, quattro cardinali concessero 100 giorni d’indulgenza a chi visitava questa chiesa o contribuiva alla sua costruzione.

La storia del Convento del Santo Patrono delle Calabria

L’edificio sacro era dedicato alla Madonna degli Angeli e nel maggio del 1535 vi si tenne il Capitolo Generale dei Minimi.
Nel 1555, i pirati barbareschi, guidati da Dragut, assalirono e incendiarono il Santuario che subì ingenti danni e poté riacquistare il suo splendore e la sua funzionalità solo 11 anni dopo, per volere di Isabella di Toledo, vedova di Giambattista Spinelli, Signore di Paola.

Durante questi lavori di restauro, nella navata centrale e in quella laterale furono impiantate grandi arcate a sesto acuto sostenute da pilastri lapidei con basi e capitelli anch’essi in pietra e la volta a capriate fu sostituita da volte a crociera poggianti su pilastri compositi sempre in pietra.

Nel 1594
fu innalzata la cupola, internamente rivestita di marmi, e nel 1595 la Cappella del Santo fu decorata con marmi di Calabria, verdi e neri.

Nel corso del Seicento
venne costruito il prospetto del Santuario, recentemente restaurato e percorso da un marcapiano che divide la parte inferiore, di forme rinascimentali, dalla parte superiore più spiccatamente barocca. Realizzato in pietra tufacea riccamente lavorata e decorata, esso è posto al centro dell’intero complesso, sicché il pronao immette nell’atrio della Basilica, con il portale d’ingresso sulla destra.

Più che ad un motivo estetico, la realizzazione di questa facciata è legata alla necessità di raccordare i vari corpi conventuali che si erano già sviluppati nel secolo precedente lungo le due sponde del torrente Isca. A destra del pronao si accede nel chiostro quattrocentesco che, nella parte inferiore presenta venti archetti ogivali sorretti da tozze colonnine con basi e capitelli in pietra, mentre nella parte superiore, realizzata alla fine del 1500, vi sono archi di chiara fattura rinascimentale sormontati da volte a crociera.

Il chiostro convento San-Francesco di Paola

Dal chiostro si passa al convento: la visita, su richiesta, è consentita ai soli uomini. Dal pronao si accede, alla destra della Basilica, alla zona dei prodigi, un itinerario nei luoghi che ricordano i miracoli compiuti da San Francesco nei dintorni del Santuario: la Fornace del Miracolo, dove il frate fece sorgere dalle fiamme il proprio agnello Martino, la Cucchiarella, una sorgente nella quale l’acqua mantiene sempre lo stesso livello, il Ponte del Diavolo, oltre il quale vi è la Grotta del Santo, il Macigno pendulo, bloccato in bilico dal Taumaturgo mentre stava precipitando.

L’interno della chiesa, a due navate di differente lunghezza, è in stile barocco, frutto di un radicale rimaneggiamento che nel XVII secolo modificò completamente l’originario interno gotica conferendole un nuovo aspetto che, oltre ad appesantire le strutture murarie, rese “oscura” la chiesa, come apparve all’Abate Pacichelli in viaggio per la Calabria: i costoloni in pietra del soffitto furono coperti, le volte furono decorate di stucchi, gli originari archi lapidei ad ogiva furono camuffati e ridotti a tutto sesto ed anche i pilastri lapidei furono ricoperti di intonaco e di stucchi.

La navata principale, in cui sono visibili gli archi e le volte ogivali della costruzione originaria e un bell’affresco del Taumaturgo, presenta un altare maggiore in marmi policromi di scuola napoletana del ‘600, sormontato da un prezioso fastigio marmoreo sorretto da quattro colonnine barocche.
Sulla parete absidale vi è un affresco del 1400 raffigurante una Madonna degli Angeli.

Arricchiscono l’interno altre tele del pittore settecentesco Giuseppe Pascaletti, statue in argento e in legno. In fondo si apre la Cappella di San Francesco, in forme rinascimentali, datata 1595. Sull’altare marmoreo, ricoperto di lamine d’argento con decorazioni in oro, una tavola di Dirck Hendrickzs raffigurante San Francesco d’Assisi e, a fianco, un’altra di fattura più recente e raffinata che ritrae San Francesco di Paola.

Sotto l’altare si trova un prezioso reliquario contenente sei frammenti di ossa donate dalla Francia nel 1935. Altre reliquie sono conservate in un armadio con una fastosa cornice d’argento: il mantello con cui ha attraversato lo Stretto di Messina, il cappuccio, le calze, gli zoccoli, una camicia, la corona del Rosario, un dente molare lasciato in ricordo alla sorella Brigida prima di partire per la Francia.

Nel 1983 sono stati trafugati e mai più ritrovati: una croce aragonese appartenuta al Santo ed il suo busto argenteo di scuola palermitana del XVI secolo. Al periodo barocco risalgono le quattro Cappelle che si aprono nella navata laterale, il bel pulpito ligneo, sormontato da baldacchino e collocato sulla parete sinistra della stessa navata, e gli scanni del coro superiore in legno di noce lavorato e intagliato.

Il 12 ottobre 1921 con Decreto della Congregazione dei Riti, il Santuario è stato elevato a Basilica Minore. L’edificazione del complesso conventuale ebbe inizio nel 1483 con la costruzione del dormitorio, del refettorio e delle celle degli eremiti. Si trattava di ambienti molto semplici e piccoli, a testimonianza dell’estrema povertà degli eremiti.
Di questo primitivo fabbricato restano solo alcune celle, tra cui quella del Santo, situata accanto alla porta che immette nell’antico coro, trasformata successivamente in Cappella.

Nel XVII secolo, oltre alla chiesa e alla facciata, furono ampliate le fabbriche conventuali con la realizzazione del braccio del convento che corre lungo il viale d’accesso del Santuario. Originariamente questo braccio era ad un solo piano, oltre a quello terreno, ed era chiuso da una torre terminale.

Nel 1677 Padre Domenico Ciandella di Paola diede un’idonea sede alla Biblioteca, riducendo ad un unico vano due camere situate nella torre e abbattendo il pavimento divisorio tra il primo e il secondo piano.

Nel 1700 fu realizzato il secondo piano del viale mentre l’infermeria
, costruita al di là del fiume, fu inglobata nel nuovo fabbricato. L’intero complesso, rimasto immutato nel corso dell’Ottocento, in questo secolo si è arricchito di nuovi fabbricati: un edificio destinato a Collegio per i futuri frati, un ampio piazzale al belvedere del Santuario destinato a parcheggio per le auto, a cui fu aggiunta in seguito un’altra area di parcheggio ottenuta con la rimozione di una parte di giardino annessa alla Biblioteca.

Nel 1972, in vista dell’Anno Santo del 1975,
furono iniziati i lavori per la realizzazione di una struttura idonea ad accogliere i pellegrini, con sale, servizi e un punto di ristoro.

Il 1° luglio 1998, in occasione del Giubileo del 2000, è stata avviata la costruzione di una nuova grande Basilica in grado di ospitare oltre 3.000 persone.

Alcune foto del convento di San Francesco di Paola

Per maggiori info si rimanda al sito web ufficiale ⇒ santuariopaola.it

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