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La Cattolica di Stilo è il simbolo della Calabria bizantina

Ancora oggi la Calabria può essere considerata una terra d’Oriente. Ci sono ancora luoghi, che conservano inalterato il fascino della tradizione bizantina.

La Cattolica è un tempietto greco-bizantino la cui costruzione risale al X secolo

La piccola chiesa (misura soltanto sei metri per sei) fu costruita nel X secolo in pieno stile bizantino.
Il recupero del gioiello architettonico è dovuto all’archeologo Paolo Orsi.
Il restauro è durato ben 16 anni, dal 1911 al 1927.

La Calabria per secoli, fino all’XI secolo, era parte dell’impero di Bisanzio , ad oggi conserva numerose testimonianze dell’arte bizantina, la Cattolica di Stilo ne è un valido esempio. 

La Cattolica di Stilo era infatti  la chiesa madre tra le cinque parrocchie del paese, retta da un vicario perpetuo (succeduto al protopapa di epoca bizantina), che aveva diritto di sepoltura al suo interno.

Sovrastano la Chiesa cinque cupole di forma cilindrica rivestite da mattonelle disposte a rombo e spezzate al centro da mattoni simili, posti a “dente di sega”, che permettono di rompere la freddezza della sottostante massa cubica.

Il tetto e le cupole sono ricoperte da tegole di colore giallo rossastro mentre è da notare che un tempo le cupole erano ricoperte da lamine di piombo.

Il termine Cattolica, secondo Emilio Barillaro, è legato al greco moderno katholiké, col significato di greco parrocchiale, cioè che indica il luogo di culto di un complesso monastico o il centro di riferimento cultuale per gli eremiti che vivevano nella stessa area.

Le caratteristiche architettoniche della Cattolica

A destra della chiesa, si scorgono, le absidi, che poggiano su di una base murale in pietra; a sinistra, un muro ben delineato, quasi a protezione del tempio.
La porta d’ingresso è sormontata da una architrave in legno, poggiante negli stipiti della stessa.

Di singolare importanza è la campana (di manifattura locale) del 1577, risalente all’epoca in cui la chiesa fu convertita al rito latino, che raffigura a rilievo una Madonna con Bambino e, limitata da croci, un’iscrizione: «Verbum Caro Factum Est Anno Domini MCLXXVII Mater Misericordiæ».
All’interno, dal pavimento a quadretti di creta rossa, s’innalzano quattro colonne, due in cipollino, una in lunense e una in granito, che sorreggono le volte del soffitto; dividono l’interno in nove quadrati uguali, escluso l’incavo delle tre absidi.

Colonne prelevate certamente da resti architettonici dell’antica Kaulon. Nel fusto di una di esse si legge l’iscrizione in greco referente al mistero dell’Epifania: “Dio il Signore apparve a noi”.

Secondo la leggenda, le colonne, provenienti dai templi romani, furono trasportate da quattro giovani donne del luogo che senza accusare il grave peso, avevano effettuato l’intero tragitto cantando.

In particolare una colonna poggia su un capitello corinzio rovesciato. Questo potrebbe significare che il tempietto in origine era di culto cristiano. Le tre absidi orientate costituivano l’elemento centrale della liturgia bizantina. La centrale è detta bema, e conteneva un piccolo altare; quelle laterali avevano funzione di prothesis a sinistra e diaconikon, a destra.

Sulle pareti si notano affreschi a più strati, che testimonierebbero il passaggio attraverso cinque cicli di storia. Il primo strato è relativo al X secolo (raffigurazioni di santi guerrieri), stile bizantino; il secondo strato pittorico è di epoca normanna (San Giovanni Crisostomo, basiliano); il terzo è di epoca sveva (Annunciazione); il quarto di tecnica gotica-internazionale (San Giovanni Battista e altri santi); l’ultimo rappresenta “il sonno eterno della Vergine”, sul manto della Madonna si notano gigli angioini.

Per maggiori info si rimanda all’articolo completo su Calabria.Travel ⇒ LA CATTOLICA DI STILO: MIRABILE FIORE DEL REGGINO.

Alcune foto interne ed esterne della Cattolica di Stilo

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