Il Convento di San Giorgio Morgeto venne edificato nel 1444 per volere di Giovan Battista Caracciolo e del Padre Vicario della Congregazione di Calabria, Fra’ Cataldo da Taranto.

Trattasi di uno dei quattro monasteri domenicani della Calabria. 

Il Convento dei Domenicani

Interno Convento dei Domenicani

Il sito prescelto per la costruzione del Convento ricadde laddove nel 986 era presente un Monastero Basiliano dove si venerava la Madonna dell’Odigitria, successivamente dedicato a San Giorgio di Cappadocia.

Nel 1393 era stata fondata, su committenza di Giovanni Caracciolo, la Chiesa di Maria SS. Annunziata, la cui ubicazione non è possibile stabilire con certezza allo
stato delle attuali conoscenze, ma che doveva essere attigua al Convento e che venne poi concessa ai Domenicani da Caracciolo per la costruzione del monastero.

L’edificazione del Convento, che divenne il perno centrale del nuovo assetto urbano, andò a modificare l’assetto medievale composto per quartieri. Sisto IV ne confermò
la licenza di costruzione con la bolla del 1° luglio 1473.

Il convento era composto da “domum cum sacristia, cimiterio, hortis, hortalis et aliis necessariae officinis”.

La storia del Convento dei Domenicani

Il Convento dei Domenicani di San Giorgio Morgeto è una struttura maestosa, di dimensione più che doppia rispetto a tutte le altre emergenze dell’abitato e occupa, con il suo orto retrostante, il terrazzamento più ampio di tutto l’abitato (90x90m). Il convento disponeva di quattro dormitori e 33 camere, e presentava all’esterno finestroni, archi, arcate e invetriate. La parte più antica del complesso è quella centrale, edificata come cerniera tra la chiesa e il convento-corte.

Tutte le fonti nei vari tempi di edificazione collocano il Convento sempre nella stessa ubicazione e sebbene esternamene la costruzione appaia lineare, entrando ci si accorge di come sia variamente articolata a livello altimetrico (si possono individuare quattro livelli); esistono infatti ambienti, anche adiacenti, con livelli di calpestio a quote diverse e ciò non è dovuto soltanto alla strada in salita e alla presenza del giardino più in basso, ma soprattutto ai vari rimaneggiamenti susseguitisi nel tempo.

Lo spazio occupato dal chiostro è sicuramente uno dei più suggestivi dell’intera struttura, il cortile misura 15x25m, mentre il portico che lo circonda tocca i 25x35m; la sala ad ovest della costruzione, che affaccia sul chiostro, ha ospitato, nel Novecento, proiezioni cinematografiche offerte dalle monache ai bambini che qui frequentavano le scuole.

Il primo piano presenta due teorie di celle sui lati esterno ed interno.
La formazione culturale e teologica fu il perno centrale dell’attività dei Domenicani, tanto da spingere il Capitolo Generale di Perugia a destinare, nel 1524, il Convento di San Giorgio Morgeto a casa di noviziato puro e casa di studio, facendone così il quarto Convento dell’Ordine de’ Predicatori delle tre Calabrie; proprio qui Giovanni Domenico Campanella pronunciò i voti, a soli 15 anni, prendendo il nome di Tommaso.

Il Priore Francesco Castelvertere fece realizzare la Fontana del chiostro nel 1620; l’acqua, detta “del Conestabolo (o Canestavolo), venne addotta al convento su concessione del Marchese Giacomo Milano.

Durante il terremoto del 1783 la chiesa crollò e il convento rimase “scantonato”, con una parte che rovinò nel vallone per un cedimento del terreno causando la formazione dell’attuale scarpata. Dopo il terremoto il Convento venne ricostruito e fra il 1806 e il 1815 i beni presenti vennero confiscati a seguito delle spoliazioni napoleoniche.

I Domenicani tornarono a San Giorgio nel 1819 e da questo momento in poi si alternarono una serie di crolli e ricostruzioni del Convento, di abbandoni e ritorni da parte dell’Ordine, che cessò ogni attività nel 1977.

Alcune foto del convento di San Giorgio Morgeto

Per maggiori info si rimanda all’articolo di Calabria.travel ⇒ Scopri di più sul Convento di SanGiorgio

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