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Nocino del Monte Poro
Liquore estratto dalle noci del Monte Poro |
Area storica di produzione e consumo: area storica di produzione e consumo: Limbadi, in provincia di Vibo Valentia; si consuma in tutta la regione.
Legame col territorio: per la mitologia romana il noce è l'albero degli inferi, perciò maledetto. Per la cultura contadina dormire sotto un noce avrebbe portato alla follia, così come non bisognava piantarlo vicino a casa perché avrebbe attirato le disgrazie; durante i temporali era pericoloso ripararsi sotto per via dei fulmini. Insomma, nella fantasia popolare, il povero albero evocava streghe e demoni come poche altre piante. Quest'albero, che cresce fino a mille metri di altezza, meriterebbe ben altre considerazioni se pensiamo che esso ha fornito prezioso nutrimento all'uomo: olio per condire, riserva di cibo per l'inverno e, il rivestimento molle della sua drupa, è un ottima materia prima per ricavarne liquori.
Descrizione del prodotto: liquore ad alta gradazione alcolica, di colore bruno tendente al nero, fortemente aromatico.
Tecniche di produzione: una parte di noci verdi va tagliata a metà e l'altra metà in quattro parti. Si fanno macerare per circa 40 giorni in una parte di vino Malvasia, alcool a 95 a C, zucchero insieme a: chiodi di garofano, cannella, limone, salvia, basilico, menta piperita, timo. Le essenze aromatiche sono facoltative. Durante la macerazione il composto va agitato di quando in quando. Terminati i quaranta giorni si filtra su carta, dopo averlo passato al colino, e si imbottiglia. Va fatto maturare per almeno otto mesi.
Uso gastronomico:come liquore a fine pasto.
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