Pane a coddhura (Pane a ciambella)
Pane tipico della Calabria
Area storica di produzione e consumo: provincia di Reggio Calabria
Legame con il territorio:
"cuddhura" è un termine che deriva dal greco e significa ciambella, cioè pane tondo con foro centrale. Il termine "cudduraci" designa infine una piccola ciambella pasquale che, sempre nella zona di Reggio Calabria, viene decorata con uova presenti in numero dispari. Il pane a "cuddhura" viene fatto solo per le feste natalizie, feste pasquali e quando si deve rifornire di pane le famiglie in occasione delle ferie estive dei fornai.
In Calabria l'importanza culturale dei cereali è documentata dalla valenza rituale attribuita ai pani che si è conservata fino ai giorni nostri. Dai pani a cuddhura del periodo natalizio e pasquale, alla pitta collura per la commemorazione dei defunti, al pane di Sant'Antonio, a quello che festeggia la nascita, il battesimo il matrimonio e così via.
Descrizione del prodotto:
forma circolare con foro centrale; peso: variabile da uno a tre chili; crosta dorata; mollica spugnosa con alveolatura uniforme e ben distribuita.

Tecniche di produzione:
la farina di grano tenero si impasta con acqua tiepida, lievito acido, lievito di birra e un pizzico di sale.
Quando l'impasto è omogeneo si lascia lievitare per diverse ore. Terminata la lievitazione si formano dei pani circolari con foro centrale. La superficie viene poi decorata con piccoli rilievi in stile barocco. Si cuoce infine in forno ben caldo.
Uso gastronomico: da mensa.
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