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Circolazione dei Velocipedi

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Perchè la parola "velocipedi equestri"?
"Velocipedi Equestri" è la chiave di ricerca della prima edizione di “Primo su Google"
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CIRCOLAZIONE DEI VELOCIPEDI

3. CIRCOLAZIONE DEI VELOCIPEDI
Può sembrare strano, ma anche per i ciclisti, valgono delle regole di buona educazione e di convivenza civile e (prima di ogni altra regola) giuridica. Buona parte di queste norme di comportamento, sono indicate nell'art. 182 del codice della strada e nell'art. 377 del relativo regolamento di esecuzione, cui si rimanda per una più attenta disamina.
Più in generale, gli obblighi specifici che riguardano i conducenti dei velocipedi sono:
- l'obbligo di procedere su di un'unica fila, quando transitano fuori dai centri abitati ovvero quando le condizioni del traffico lo richiedono e, in ogni caso, mai affiancati in numero superiore a due;
- sempre fuori dai centri abitati, è ammessa la circolazione per file parallele, nel limite predetto, quando uno dei due conducenti sia minore degli anni dieci e proceda alla destra dell'altro. La norma, a parere di chi scrive è da estendere ad ogni condizione del traffico, tanto da renderla obbligatoria a tutti coloro i quali accompagnano in strada i bambini, sia all'interno, come all'esterno del centro abitato;
- la conduzione del velocipede deve avvenire in assoluta sicurezza, con il libero uso delle braccia e in modo tale da afferrare il manubrio, con almeno una mano;
- è vietato trainare, come farsi trainare da altri veicoli o condurre animali, quando ci si trova alla guida dei velocipedi;
- il trasporto di passeggeri è di norma vietato. Possono essere trasportate altre persone, oltre al conducente, quando il velocipede è attrezzato allo scopo ovvero, quando è dotato di specifica attrezzatura, per il trasporto di minore degli anni otto;
- relativamente ai c.d. risciò o simili velocipedi a più di due ruote simmetriche, è ammesso il trasporto di quattro persone adulte, compreso il conducente, nonché di due bambini fino a dieci anni di età. Tale veicolo, non può essere condotto se non dalle persona che occupa il posto di conducente;
- dove esistono piste ciclabili segnalate, i ciclisti sono obbligati a farne uso e, nel farne uso, ove compatibili, si devono osservare le norme di comportamento relative alla circolazione dei veicoli;
- i ciclisti in marcia ordinaria, su sede promiscua, debbono mantenere una direzione uniforme, evitando di zig-zagare e, nel caso di attraversamento di carreggiate a traffico particolarmente intenso, o, in generale, dove le circostanze lo richiedono, devono attraversare tenendo il veicolo a mano;
- le manovre di svolta a destra e sinistra e, la fermata, devono essere preventivamente segnalate con le braccia.
L'inosservanza delle predette norme di comportamento, comporta l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 19,95 ad euro 81,90; se la violazione riguarda la conduzione dei c.d. risciò, la relativa sanzione è prevista tra un minimo di 33,60 euro e di un massimo di 137,55 euro

 4. CONCLUSIONE (da La circolazione dei velocipedi di Giovanni Fontana)
Per concludere, sarebbe auspicabile che tanto gli utenti, quanto gli enti proprietari della strada, nel rivalutare il veicolo più ecologico del mondo, adottassero degli atteggiamenti idonei a garantire la sicurezza della circolazione stradale, sia in termini di comportamenti di guida, sia in termini di realizzazione di piste ciclabili, in modo tale da evitare, quanto più possibile, il c.d. traffico promiscuo. Non da meno e per quanto ciò non sia così facile, sarebbe altresì auspicabile un maggior controllo - piuttosto che garanzie generalizzate - dell'utenza debole da parte delle forze di polizia, sì da indurre comportamenti di guida maggiormente corretti.


Testo tratto dall´ARTICOLO PUBBLICATO NEL NUMERO DI OTTOBRE DELLA RIVISTA "IL CENTAURO" La circolazione dei velocipedi di
Giovanni Fontana

 

 

 


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